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piccolezza

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Piccolezza ha per lo più un'accezione negativa, come limitato, banale, angusto, addirittura gretto, meschino e idiota. Non è sorprendente? Pensare che una ricerca ha dimostrato che i cuccioli hanno un'innata tendenza a mostrarsi con tenerezza per invogliare a che li si accudisca, pura sopravvivenza! Anni fa, quando ho avuto la macchina nuova (era la prima volta) mi pesava dover ammettere il mio feticismo per lei, come il lavarla spesso. A parte che a Milano puoi non stupirti di trovare una sorpresa sulla carrozzeria quotidianamente, un giorno, mentre stavo per raggiungerla ho visto un bimbo, per mano a un'adulta, che si guardava stupito nella mia auto: le forme bombate e la lucidità davano un effetto tipo specchio deformante e il piccolo era sorpreso, rallentando, con la donna che lo tirava nervosa. Da allora ho la scusa per lavare l'auto e mi è capitato ancora di scorgere piccoli a giocare fugacemente con la loro immagine strana sulla mia macchina :D Insomma, vole...
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Sto seduto qui, su una panchina duramente liscia, i capelli troppo corti perché il vento mi ci carezzi la fronte. Le mani in tasca, solita pigrizia, meglio non scoprire di aver perso un guanto. Se batto i piedi non è per il freddo, ma tanto per ricordarmi che sono vivo, che sotto le suole c'è terra sicura, ancorante. Per la sciarpa è presto, per fortuna. La strada è inutile, perché non aspetto nessuno. Non so nemmeno cosa ci faccia qui, gli amici andati via, bicchieri vuoti, tutti che scappano da qualche parte prima del buio. Non è come nelle canzoni, e poi dai, ci si può davvero burlare sperando nel sentimento dei sentimenti?  Vorrei certe parole da leggere, ma non arrivano. Che parlino di orchidee, di serpenti e di pomate con disegnati sopra orsetti lavatori, di olive da spremere, di piante da accudire, di tradimenti da seppellire, di fragilità che diventa forza, di campagna e ladri, gatti, tanti gatti, soprattutto loro. Ogni volta che si cade si nuota in follia crista...

atti malinconici in luogo pubblico

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Un blog è un po' un luogo pubblico. Per quanto nascosto, sento di dover aggiungere qualcosa ai post precedenti tuffati nell'angoscia. Che non scompare, ma è una delle conviventi ormai abituali.  Rispetto a questo agosto ("nulla di magico"), al crollo di giorni fa ("ma cosa mi credevo"), il rimedio a non abdicare completamente è la mia rete sociale: il mio sangue, i miei amici, come quando ho fermato questi tre bicchieri di vino, un pomeriggio di questa primavera. Quando arriva settembre, ricompare l'amicizia, la vicinanza di madre, sorelle, fratello, vitali nipotini... E anche i "senza dimora" sembrano riprendersi, mentre la città torna a correre impallando la sofferenza. Così, pur se il malessere mi rimbalza in continui ritorni d'immagine, come il custode di casa mia che mi osserva attonito, come se mi mancasse un velo di colore per poter vincere qualche premio ad Halloween, c'è stato chi ha camminato con me dopo l'ultimo cr...

ma cosa mi credevo

Non certo uno scrittore, assolutamente. Se mi è scappato qualche raccontino da queste parti, si è trattato soltanto di un gioco un po' diverso dal solito. Per fortuna, quando ammiro quelli veri, mi sento un beato, semplice lettore. Poi magari lo rifarò, ma appunto, nascondo le consuete parole che puzzano di angoscia. No, cosa mi credevo è l'ennesimo risveglio in un giorno d'inverno, di una stagione interminabile, senza le altre. Buongiorno, questa casa non è tua. E prega di non essere cacciato via. Già, pensa se perdessi questi 20 metri quadri. Dopo anni di cambi (e qualche cantina, e qualche auto) mi ero abituato alla "tartaruga": portarmi lo stretto necessario, non più di una "macchinata". Ora invece torno ad accumulare, la tastiera pronta da suonare, la chitarra nell'armadio accordata, e libri stoviglie tessuti e armadi. Ma sono sempre in tempo, conosco un sacco di gente a cui regalare qualcosa. La cosa peggiore è che non riesco più ad aprire l...

luna sanguinante

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Mio padre amava molto andare a pregare al cimitero degli Inglesi, posto a metà del Parco di Trenno. Trent'anni fa c'erano ancora i fuochi fatui e lui li vedeva, ma una sera erano talmente inquietanti che papà se la batté di gran carriera, mi confessò una volta. Il Milan War Cemetery è di fatto l'unico camposanto di guerra della città, dove sono stati trasferiti, a conflitto finito, molti prigionieri e aviatori uccisi nel Nord Italia. Poco più di 400 soldati britannici, una mezza dozzina di altri paesi; alcune decine di salme non sono state mai identificate. Un posto che comunque trovo suggestivo, con tutte quelle croci bianche, così disperatamente uguali. Per anni, quando ogni tanto mi veniva voglia di strimpellare la chitarra, di sera, ci andavo, sapendo che, specie nella stagione fredda, di lì non passa un'anima. Mi mettevo sulle panchine alle spalle del cimitero, alla fine del quale c'è un capanno degli attrezzi per la manutenzione soprattutto del prat...
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Certe sere ho una tale, amara stanchezza in testa che non passa neanche col sonno. Così scrivo, ma la grafoterapia è altra cosa... Da anni ho imparato che nelle notti di plenilunio è inutile che io cerchi di dormire. L'ho capito quando molto tempo fa, dopo essermi rotolato per ore al buio, convinto di dormire perché ero a pezzi, mi sono alzato chiedendomi cosa mi stesse accadendo. E lei era lì, in mezzo al cielo, sorridente, benevola. E mi ci sono arreso. Sarà che sono del Cancro, sarà che sono coerede dell'atavica paura di essere predati con la potente luce di quelle notti, fatto sta che mi rassegno e aspetto che tramonti, facendo qualsiasi cosa. È agosto e il plenilunio ha un che di fascinoso, irrimediabile. Sono anni che "rigo dritto", ma il caldo smorzato dal fresco mi suggerisce di fare una marachella : scavalcare il cancello del parco di Villa Litta, per sentirmi padrone sconsiderato di una simile bellezza. Parcheggio sul Pellegrino , percorro tutto viale A...

Nulla di magico

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Ricordo una notte che riaccompagnai a casa un'amica, alla vigilia della sua partenza per il mare. Per lei che abitava a ridosso di Corso Buenos Aires i soldi non sembravano un problema, per me lo erano e pietosamente arringai la magia dell'agosto milanese, che conoscevo bene per averlo vissuto praticamente sempre. Lei ribatteva che non era assolutamente vero e dovetti ammettere che sì, agosto è bello solo per la desertitudine, poi non c'è niente di straordinario. Lei mi piaceva e perciò ero particolarmente sincero, con lei e me stesso, vanamente, sì, ma questo è abitudine. Questo agosto vede andare via più gente del solito. Sono invidioso? No, agosto a Milano è rilassante, poca gente in giro, tempi più veloci. Oltretutto con Expo hanno già asfaltato per mesi e pure l'Atm sembra funzionare meglio. Sembra. Quello che mi deprime è quando il popolo torna. E fa casino, e alza il gomito e ostenta una felicità effimera, pronta a ghiacciarsi nel cupo dell'inverno. Ex...

emozioni curative

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Quando vivo il malumore, per aiutarmi mi concedo dei piccoli regali. Il grappino nel caffè, una spesa "folle" (le risate!), un giro di notte in auto senza mèta fuori (rigorosamente) Milano... Qualche tempo fa ho avuto una nottataccia. Terribile, al mattino mi sentivo come se mi avessero preso a calci. Visto che ne parlo, forse dovrei dire il fatto in sé, ma riguardava il lavoro e quindi sorvolo, anche perché ora sto molto meglio :) Al mattino svenivo dal sonno ma ero troppo triste. Dopo essermi rotolato senza requie a letto, mi sono alzato, ho aspettato l'orario di apertura e sono andato da Cris Music. Con i saggi consigli del mitologico titolare, ho comprato l'affascinante creatura in foto. È una Adonis. Non mi pareva vero, prima del suono mi ha colpito la sua bellezza, la foto non le rende giustizia ma sono un dilettante di parole, figurarsi se mi cimento pure con le immagini. Comunque, ore dopo, mentre la provavo in giro con amici, un ragazzo che pedalava h...

Mici d'oggi

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Sento quasi di scusarmi perché ultimamente sto un po' così e non vorrei che qualcuno si preoccupasse troppo. Quando qualcuno si preoccupa per te, che sia il tuo amore, il tuo sangue, un'amicizia o dal lavoro, è bello. Nello studio delle reti sociali, a volte è un po' gelida la visione d'insieme, eppure, si tratta sempre di dati, pretesa di scientificità. Ma i paracadute sociali che abbiamo hanno un colore caloroso, un calore colorato. Di cui magari la network analysis tralascia, chissà, sarà una frustrazione delle scienze umane, rincorrere le cosiddette "esatte". Ah, ma io volevo parlare di gatti. Purtroppo, non ci vivo assieme, caso mai però a qualcuno impipasse, devo dire che Alba ha avuto ben due rimpiazzi. Non poteva essere altrimenti, lei era eccezionale.  Ora ci sono Bianca e Tobia. Francamente resto sempre un po' interdetto sulle scelte dei nomi degli animali, avendo però visto certi Rom chiamare i figli "Ferrari", "Porsche"...

evaporato in una nuvola

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A casa, il pensiero torna su una frase. "Oggi hai dato il peggio di te". Per fortuna, non sei il mio capo, oggi al mio capo gli ho detto educatamente di attaccarsi. Per sorte, saresti un amico e perdonami se uso il condizionale. ma come sono vittimista... e che sarà mai... Eppure in qualche modo ero più ubriaco di voi. Ma guidavo e sono stufo di dirci che c'è troppo alcool, che è troppo facile e devastante usarlo.  Mi viene in mente quando una volta scrissi a qualcuno: voi Faber lo celebrate, io LO VIVO. ora non è il caso di darsi dell'isolato per colpa di alcuni altri... Certo, preferisco intombarmi qui che dovermi sentire allegro grazie a birre, superalcolici, vino, così stupidamente brillo da poter finalmente usare la parola "fratello". Ma è una condanna tagliare con la lingua? Mi chiedi di Alex Langer, che ne so, io lo ammetto, ho paura, è terribile finire così. Inascoltati, come inutili. E guarda che mi tocca scriverti per farmi capire. Da te...
Non so quanto scrivere qui possa servirmi, farmi in qualche modo bene. Probabilmente poco, pochissimo. Caso mai interessasse a qualcuno, mi sento al nono inning, come direbbe Charlie Brown. Ogni volta che rasento questo senso di stanchezza mentale, mi amareggio nello scoprire che tornano, questi momenti non fanno altro che tornare. Immagino che sia uno sconforto così desolante a farsi trovare a un passo da qualche grande cazzata. Che io però riesco ad evitare, sarà che ho qualche "trovata" che mi viene dall'esperienza nel sociale, sarà che mi conosco, sarà che per quanto scivolosi abbranco degli appigli che mi fanno andare avanti. In qualche modo, a qualsiasi costo, anche se mi sento dentro solo sabbia bruciata. Tra pochi giorni compio 45 anni, un bilancio è inevitabile. Rasenta il fallimento, ma sono ancora vivo. In una città che è cambiata, male, che soffre, in cui il senso delle cose sfugge sempre di più. Da una parte i turisti (pochi) della iattura dell'Expo,...