825 Forest Road
Quando le recensioni di un film sono scoraggianti, a volte si può godere di un paradosso: quello di non aspettarsi molto dalla visione, salvo poi rimanere sorpresi, e piacevolmente, se invece ci si ritrova ad apprezzare un lavoro cinematografico.
Questo mi è accaduto con "825 Forest Road", che ha diversi meriti. Il primo, una... "Sana", classica storia, con tanto di casa infestata, di fantasmi. Lo è anche la musica di Karl Preusser e insieme alla regia di Stephen Cognetti dà veramente i brividi. E ancora di più a rivederlo, il che conferma una cura come può esserci solo in un artista indipendente, dedito alle aspirazioni personali e quindi, appassionato. Bene ha fatto la Shudder a comprarne i diritti e anzi, direi che tra tutti i titoli che ultimamente ha in catalogo, questo lavoro non è così deludente come tanti altri. A partire dal manichino. Sarà un'impressione personale, ma più delle bambole, sono proprio i "mannequin" a essere altamente e molto inquietanti. Nei negozi chiusi, di notte, sono spettrali e forse non è un caso che oggi si preferisca esporre in vetrina silhouette, corpi stilizzati più che i vecchi, "cari" manichini. La figurina poi di "825 Forest Road" è quanto mai spaventosa e il motivo è tanto semplice, ma non voglio rivelare perché.
Continuo a ragionare d'istinto e quindi, anche a "fotogrammi" spenti, la sensazione di terrore e raccapriccio che non scompare, per me non mente: sono davanti a un buon lavoro.
Non sono d'accordo con chi relega Cognetti alla sua saga di Hell House, mentre nel fare un vero horror sarebbe macchinoso, sbrigativo, ripetitivo e gli attori spenti. Io invece trovo questo film pieno di suspense, terrorizzante, e ben calato nell'attualità, di una piccola provincia, lontana da tutto, anche dalla voglia di vivere, specie se si è giovani e con un tema etico potente, che compare quando diventa tutto chiaro. O oscuro, già.
Poi ognuno pensi come vuole, ma vedo horror che mi fanno sonnecchiare, sbuffare, e pure arrabbiare per quanto sono insulsi.
Il finale di "825 Forest Road" potrà far discutere, ma per me è comunque un film che fa avere una sana, invidiabile paura.

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