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Gran Torino

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Gran Torino è un capolavoro. Poesia pura, dove Eastwood effonde la sua maestria come protagonista e regista, dirigendo molti attori alle prime armi. Forse l'unico film dove lo si vede piangere lacrimando e non a caso. La storia è straziante, partendo dalla durezza di un uomo che non si può perdonare per avere ucciso in guerra. Il suo razzismo, soprattutto verso gli asiatici, è una difesa, una facciata costruita per arginare il rimorso di avere ammazzato ragazzi in Corea, gente che si stava arrendendo. Per questo, i cinesi che stanno popolando il suo quartiere, gli offrono una possibilità di redenzione. Walt Kowalski ha appena perso la moglie, ma anche il rapporto con figli e nipoti, che certo hanno filosofie diverse dalla sua: veterano, operaio per una vita alla Ford, dove egli stesso ha montato lo sterzo della Gran Torino che poi si è comprato e gli viene invidiata, fieramente, da tutti. Ma il suo erede avrà un altro sangue. Il personaggio sanguigno impersonato da Eastwood sorp...

Bringing Out the Dead

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Dimenticavo di citare uno dei film che più adoro. Scorsese dipinge una realtà cinica della metropoli e Cage vi vola stupendamente. Se si facessero dei laboratori contro il burn-out (eh, utopia, almeno da noi...) mi piacerebbe che vi proiettasero "Al di là della vita", titolo italiano scelto, come spesso, con una funzione un po' più rassicurante. In un pezzo di New York, Cage non riesce a salvare una donna e da lì sarà combattuto dai rimorsi, che deve fronteggiare insieme al compagno di ambulanza che cambia continuamente. Tratto dall'omonimo romanzo di Joe Connelly, le critiche non sono mancate ma penso che sia sempre più facile demolire che dire qualcosa di buono. Scorsese mostra il delirio di una città dilaniata da tanti problemi, come l'arrivo di una nuova droga (il crack), con l'avvertenza iniziale che l'ambientazione è situata all'inizio degli anni '90, mentre alla fine del decennio la svolta poliziesca di Giuliani aveva reso un ricordo le mi...

The mule

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Del grandioso film di e con l'imperdibile Clint Eastwood è stato scritto di tutto, perciò non potrei aggiungere molto. Ho sempre ammirato Eastwood, anche nei suoi film meno fortunati e quindi sono ben contento che con "The Mule" gli sia stata attribuita una notevole capacità sia davanti che dietro la macchina da presa. Però, Oscar a parte, non è che gli siano stati consegnati grandi premi alla carriera. E neanche a Dianne Wiest, ex musa di Allen, che recita magistralmente la parte di Mary, la moglie del corriere. Quello di cui voglio parlare qui è il "perché". Com'è noto, la vicenda a cui si ispira "Il corriere" è accaduta realmente e Eastwood interpreta bene la storia di Leo Sharp, che fu arrestato a 87 anni dopo essere stato trovato, in Michigan, al volante di un furgone che trasportava 104 chili di cocaina. Certo il vero corriere era sordastro, trasandato, tanto che l'avvocato tentò di provare un'iniziale stato di demenza, mentre Eas...

Il dono di Sam Raimi

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Quando è iniziato il (felice) matrimonio tra sentimenti e film horror? Se ci sono diversi precedenti del genere "psicologico", chi ha sicuramente aperto la strada è stato Sam Raimi, dopo aver iniziato la proficua saga de "La Casa" e prima di essere scelto per quella di "Spider-Man". Non a caso di origini miste, ebraiche ed europee, Raimi ha un occhio particolare rispetto ad altri registi americani. E infatti il suo cinema lo è davvero, dando un vero piacere per la particolarità delle sue riprese, caratterizzate da velocità e da diversi effetti. Ne "Il dono" Raimi ritorna all'horror ma mettendo in scena una tenerezza profonda, con il suo contrario: l'odio. Così, accanto a temi come maternità, nostalgia, solidarietà femminile, il regista tinteggia la crudezza della violenza a danno dei deboli, quali donne e bambini; la gelosia; l'omicidio, come spesso avviene nella realtà, di chi si amava. Una deliziosa Cate Blanchette ha con Raimi ...

40 soldati 40 sorelle

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la materna estiva

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Ero appena diventato un assistente sociale. Un ladro di bimbi, come vuole il pregiudizio. Cerco lavoro, è iniziata l'estate e le offerte si riducono, ma ne trovo, compreso un mese in una materna estiva. Sì dal '91 si dovrebbero chiamare scuole dell'infanzia, ma la tradizione è dura a morire. Al colloquio, nella sede della cooperativa sociale, mi viene detto che mi occuperò "solo" di un bambino autistico, come sostegno. Magnifico, penso, sarà una passeggiata. Il primo giorno mi ritrovo con una collega, un'educatrice, promossa sul campo dopo anni di lavoro in educativa domiciliare. Non ha nessun titolo, se non che è, come si premura di ricordarmi subito, "comunista". Oh be'... Dov'è il bambino che devo seguire? Me lo mostra e resto attonito, è un pulcino con una profonda tenerezza, che commuoverebbe anche satana in persona. La mia collega però, burbera sin dall'inizio, mi placca e mi fa presente che non mi devo mica sognare di avere cura ...

i bimbi nell'horror

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Non mi piace vedere i bambini messi nei film horror, sopratutto come presenze che incarnano il male. Mi sono chiesto perché vengano usato i bimbi e il dibattito in rete è abbastanza concorde: perché i piccoli, nella realtà, non fanno paura - anzi - e mostrarli spaventosi avrebbe un effetto inquietante, a tutto guadagno della potenza di un film. Intanto, penso che i bambini meritino rispetto e dipingerli malvagi mi dà solo irritazione. Così, se il piccolo in "The Shining" non si rese mai conto che si trovava in un film horror, artificio spesso usato per proteggere i minori in quel genere di narrazione, ci sono casi ben più critici. Danka Dresner rimase traumatizzata da "Schindler's list" (un horror... "realistico"), mentre la carriera di  Linda Blair fu rovinata dai suoi problemi legati alla droga, dovuti essenzialmente l fatto che dopo "L'esorcista" tutti avevano paura di lei. Spesso, per proteggere i bimbi l'horror gli viene spess...

ciao Laura

Continuo a rimettere il video di "Wish were you here", ma viene cancellato. So che a te, come ad Aldo, piacevano i Pink Floyd. A questo punto, preferisco lasciare poche parole. Dicevo sempre scherzando che tu sei stata l'unica oculista che mi abbia mai visitato. Ma è vero, porto gli occhiali da quando avevo 11 anni e mi hanno sempre e solo "visitato" ottici. E da bravo "mendicante di vista" non sento il bisogno di andare da altri dottori degli occhi. Mi avevi visitato gratis, perché tu eri generosa. L'ho visto tante altre volte, ma eri una bella persona. Davvero. Ci manchi.

il marcio di Rotten Tomatoes

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Ultimamente non sono riuscito a non citare Rotten Tomatoes parlando di alcuni film horror, ma più per insofferenza che per riconoscergli credibilità. Con queste righe mi ripropongo di non nominarli più, visto che do per scontato che i critici, categoria spesso discutibile, siano una massa di cialtroni. Per capire quanto siano realmente "marci" (rotten) basta scorrere la classifica dei cento migliori film di tutti i tempi: sono naturalmente quasi tutti americani e per lo più girati negli ultimi dieci anni. Inoltre i "giudici" non si occupano solo di grande schermo, ma anche di Tv e insomma, non è un settore quello dove si facciano grandi cose. Per questo, Marvel e Disney vengono prima di registi che hanno fatto la storia del cinema ma che i testoni ignorano bellamente. Se l'America è un po' la patria del cinema, questo però non significa che lo abbia onorato e infatti alcune delle pellicole più critiche hanno mostrato un volto spietato di quel mondo, com...

Stigmate (1999)

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Stigmate è un film meraviglioso ed è un po' sospetto che la critica lo abbia demolito, proprio a partire dalla visione teologica. Che invece è formidabile, perché addenta la Chiesa come potere e fasti, proprio come la cantava Tenco in "Cara maestra". Quello che mi colpisce di più è che il Gesù che viene descritto qui mi sembra parlare molto come Buddha. "Stigmata" (il titolo originale) è impeccabile per la recitazione dei due protagonisti, una dolcissima Patricia Arquette e un sensazionale Gabriel Byrne. Per la fotografia, che è quanto mai curata e raffinata, per la colonna sonora, con Björk, Bowie, Massive Attack e altri ancora, per il racconto, che è suggestivo e rappresenta una rottura con i soliti film su demoni ed esorcisti, rovesciando quei cliché dalla parte... del Bene. Non a caso la pellicola chiude gli anni '90, dove il genere horror aveva sofferto non poco, precipitando tra bambole, sequel, i King e i primi film con le "telecamerine". ...

Matriarch (2018)

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Di questo film non ho trovato nessuna recensione da addetti ai lavori. Persino quegli idioti di "Rotten Tomatoes" non hanno scomodato le loro preziose(?) cervella per parlarne. Ma può darsi che sia una fortuna, così nessuno ha potuto sporcare un lavoro che per me è un ottimo film. Molti dicono che la trama sarebbe poco originale, perché c'è una famiglia di pazzi furiosi che dall'ospitalità passa alla crudeltà in un lampo. A parte che allora chiunque usi un coltello (genere slasher?) starà copiando "Psycho", penso che il film sia molto particolare, e ben congegnato. In primis, è una produzione inglese. Anzi, scozzese e di questi tempi in cui la Gran Bretagna appare delirante, la differenza non è da poco. Forse, "Matriarch" è una metafora proprio sull'isolazionismo che l'Inghilterra starebbe perseguendo, arrivando a, letteralmente, torturare chi si avventuri da quelle parti senza far parte della "famiglia", che si ispira a una pre...