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Lo sgambetto professionale

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Sgambetto in Gubbio-Bassano dal blog di Giacomo Marinelli Se dico che "ho un blog", assisto a reazioni molto tiepide, quasi di compatimento. Non me ne spiaccio, anzi, spesso ciò mi appare comicamente confortante. Ma se mi esce che di blog ne ho due, le risposte sono a feedback muto. Il senso di questo preludio è che queste righe sono la preparazione per altre sul post più "blasonato", sulla mia vita da precario. Noto che sul lavoro "stupidi ma servi" fa avanzare più di "intelligenti ma consapevoli" , un risvolto è che quando si ha un po' di stoffa si subiscono degli sgambetti professionali , in molti lavori di massa in cui non è che si operi sui neutrini ma le competenze richieste sono... insomma, hai capito. L'ho visto sulla mia pelle ma non solo. E' triste, per me, quando accade in dimensione orizzontale, tra colleghi sullo stesso piano. La violenza interpretativa vede un voler fare le scarpe a chi magari è ammuffito nello ste...

Ricredersi

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Quante volte si cambia idea... Sarà giusto, non sapendo cosa accadrà, cercare di essere pronti all'inaspettato. Per quanto spiazzante, è sano. Una persona di cui si era innamorati che cerca ancora il proprio corteggiamento, pur mantenendo il più netto rifiuto; un'altra, che forse non si è mai creduto di amare e invece le si vuole un mondo di bene, soprattutto quando sta male. E un'altra ancora che, nel suo malessere, vuole una pletora di spasimanti da esserne sempre in cerca ma senza darsi a nessuno, divorata dal proprio gioco patologico di vittima, pronta, chissà, a diventare persecutore. Basta ricredersi e comprendere che le cose stanno in un altro modo. Senza aver paura di darsi una colpa - inesistente - per avere "sbagliato". Restano dei punti fermi, fari del proprio pensiero, come, per esempio, non uccidere, rispettare i bambini. Ma su molto e molti ci si può ricredere. Qualcuno dice che ricredersi è un'atto di umiltà: non sono d'accordo, il punto ...

L'inconscio è cinema

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Il cinema ha a che fare con i sogni, forse il primo è nato volendo replicare da svegli i secondi, che sono piccoli film spesso surreali, a volte invece dalla trama semplice. Nel sogno come nel film c'è l'identificazione, il realismo così estremo, non di rado, da far credere appena svegli che la realtà fosse quella onirica. Hitchcock è stato il primo ad occuparsi compiutamente di dinamiche psicologiche. Forse per questo nei suoi film l'emozione è fortissima: ci si sente come pugnalati sotto la doccia o impotenti con una gamba ingessata mentre sta arrivando uno che ci vuole uccidere. L'immedesimazione cinematografica può essere tanto potente che anni fa donne vittime di stupro, negli Usa, trovavano una catarsi nell'assistere a "Oltre ogni limite" ("Extremities"), dove Farah Fawcett riesce a sopraffare il suo violentatore e a comminargli le stesse torture da lei patite fino a poco prima. Il cinema horror serve poi al suo pubblico elettivo, le...

Il paese delle corna

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Che in Italia le corna siano un fatto tanto temuto quanto accettato è risaputo. Però ultimamente sono rimasto colpito dall'osservare che molti uomini, intorno a me, hanno relazioni oltre alla partner, che si tratti della moglie, della fidanzata o della convivente. Naturalmente le donne con cui vanno tutti questi conoscenti a loro volta tradiscono qualcuno. Forse non ci sarebbe nulla di male, si tratta spesso di relazioni sessuali... Eppure le mogli e le fidanzate di queste persone, che spesso mi capita di conoscere, mi sembrano molto affettuose. Soffro a sottacere quanto so, vedendo i loro atteggiamenti, sentendo i racconti dei maschi che sanno che la partner cerca di carpire dal cellulare (dimenticato a casa o non presidiato perché il proprietario dorme) se ci sia qualcun'altra. La gelosia può toccare il patologico: mi viene in mente il caso di una ragazza che pretendeva che il fidanzato, non ancora convivente, tenesse in comunicazione il telefonino tutta la notte. Quel...

"Ci devi chiamare barboni!"

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L'esperienza avuta nel dormitorio comunale di Milano mi ha segnato parecchio. Perciò ne scrivo qui, nel retro dell' esercizio , scuro più protetto dove capita qualche raro passante. Mi fa molta rabbia lo sciacallaggio politico sui senza dimora. Di freddo si muore e quelli di prima e questi di adesso (a Milano intendo) si fanno belli sul dolore degli altri, senza nemmeno tentare di dare una risposta concreta. In Ortles ho lavorato per quasi un anno. A un certo punto mi sembrava di essere Michele Placido in "Mery per sempre". Il che potrà anche essere paranoide e infatti non avrei rischiato la pelle nelle frequenti risse. Però questo mi dava una forma di rispetto da strada, sia dei pernottanti che dei secondini, no, scusa, volevo dire "comunali". Velo pietoso. Gli "ex ricoveri notturni" mi sembravano un carcere, ma senza sbarre, con dimoranti semiliberi. Quando al mattino gli "ospiti" uscivano, quel postaccio mi pareva inutile. Tut...

In bici

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Ci ho messo molto a capirlo, ma per me bicicletta signifca soprattutto mio padre. Lui mi insegnò ad andarci, lui mi contagiò nella passione per ciclismo e corridori, vale a dire Giro, Tour, Coppi, Moser, Bugno... La bici di mio nipote! Ho imparato presto che la bici è una delle cose con un po' di valore più facili da rubare: a 6 anni mi fregarono la prima.  A un certo punto il velocipede è stato il mio unico mezzo di trasporto: per un paio d'anni, in cui facevo l'assistenza domiciliare, mi muovevo da una casa all'altra in due ruote. Ci portavo anche le spese, anche quella per casa mia... A volte alla sera ero spezzato in due dai crampi, ma non avevo speso sghei in autobus né mi ero roso una sola cellula epatica per gli inevitabili ritardi. Mi ricorderò sempre lo stupore allegro di un assistito, il protagonista del racconto qua sotto , quando un giorno mi presentai da lui nonostante la neve. D'altra musica, mi aveva regalato la sua bici, lui ormai non poteva...

Tabacco

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Come spesso, finisco il tabacco che ormai è notte e mi rimprovero di non averlo preso ieri, quando ho comprato le cartine. Ma faccio sempre così, mica è una tragedia. Riemergo dalla periferia più profonda, per trovare tabaccai chiusi o che hanno finito il "Pueblo". E' aumentato di 45 centesimi, ma pare sia il più richiesto. Corro con una scimmia simile a quella dell'indiano di "Dead man". Ormai non resta che il centro. Accelero ma poi mi viene in mente Aldrovandi: oggi era l'anniversario  del suo assassinio. Rallento, una volta mi sentivo più sicuro ma ero più giovane e scapestrato. Arrivo alla borsa, vedo il solito "barbone" con gli zoccoli arancioni. Si volta, mi osserva e abbasso lo sguardo. Sono anni che dorme lì. Passando da Mercanti, penso che il Biraghi aveva ragione: è pieno di stand, di pecorelle e pecoroni come se ci fosse ancora la Moratti. Però al posto delle vacche (finte), ora il centro è disseminato di elefantini. E pu...

Voleva solo veder crescere suo figlio

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Faccio rivivere qui questo raccontino che era pubblicato altrove. Il nome del protagonista è di fantasia. Il bimbo nella foto è mio nipote Daniele. Allora non ero ancora un assistente sociale. Avevo la qualifica di asa e lavoravo per una cooperativa nell'assistenza domiciliare. Come gli altri giorni, dopo alcuni servizi pedalo alacremente verso casa di Diego. E' un aiuto al pasto, ma in quel paio d'ore c'è ben di più. E non mi riferisco solo ai discorsi, faticosi perché lui ha ormai la voce molto flebile, o al bagno assistito due volte la settimana, né al bucato da stendere ogni tanto o alle scale che facciamo insieme come piccolo esercizio riabilitativo. In quelle due ore Diego mi insegna come si fa a resistere a una malattia degenerativa sconosciuta. Per l'ospedale lui dovrebbe essere già spirato da anni, ben prima che compisse i 50. Invece lui resiste (alla facciazza dei luminari), riesce a sorridere, a comunicare, a camminare, a mangiare con appeti...

Adesso è facile

  Un angelo senza spada  dormiva. La mia testa lo sognava. Ma nel suo film nel sonno io non c'ero. Questa canzone è bellissima, non solo per Mina e gli After, ma perché mentre sembra dire che è facile amarsi, in realtà fa il funerale al sentimento. " ...ma lo stesso sorriso      lo stesso colore,      dove sono sul viso      di chi ha avuto l'amore? "                                                              Fabrizi o                

Cadere in amore

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Non ci si dovrebbe innamorare. Mai...mai e poi mai. Per sommare lacrime, ubriacature, follia, ghiaccio, nascondigli... Non ha senso. To fall in love, in inlgese... Allora si tratta proprio di cadere, di inciampare, di impazzire, sorprendersi... Un buco in terra; tra suicidio e pazzia.  Stavo così bene senza.... Ma che delizia--- prima, naturalmente. Le lacrime più atroci, che bruciano di più, che artigliano le guance. Comunque vada, perché comunque male andrà. Spara al sentimento prima che provi a volare. Già soffri, nel panico di non avere il coraggio di dichiararti e si fa terrore, per il rifiuto che conosci e che sai appostato sempre, sempre... Così cerchi una fiammella di certezza, un cenno, un certo occhio, un leggero sfiorarti. Ma non sarai mai in grado di comprenderle e questo scervellarsi alla ricerca di una prova ti porta solo dolore lancinante e pazzia. Non sai quanti sono finiti bollati matti per amore... E non sai quanti si sono ammazzati. Ma vuoi vedere che c'è? ...