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Quando è ora di fermarsi

Stavo accarezzando l'ennesima illusione, ma oltre a sentirmi troppo nel cronico del sogno senza realizzazione (ed anche maledettamente presto), mi rendo conto che è come se non fossi più lo stesso di prima. Mi hanno detto che ho il cuore malato. Be', un po' me lo aspettavo, intuivo di averlo lanciato in aria troppe volte. A costo del ridicolo, penso che la psicosomatica sia uno sguardo acutissimo sui mali di vivere. Per quanto mi piaccia scrivere, ne sento sempre meno motivo. Ora poi che mi scopro continuamente a percepire se non mi batta troppo forte, mi distraggo e non sento il benché minimo entusiasmo. Pazienza. Insomma, il momento non è dei migliori. Ma pazienza, appunto. Termino di usare anche questo di blog, tanto, non se ne avrà male nessuno. Comunque grazie a chi passa. Buona fortuna

I resti dei sogni

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Non han funerali, i cadaveri dei sogni. Scorgendo i tumuli gli occhi pregano, a modo loro. Il petto avvampa, ma non è passione, non più. Vive solo follia, pallida, a vene vuote; decomposte illusioni, cuori nel gelo. I resti dei sogni, feti spenti, da pentirsi di aver sognato.  Queste parole in corsivo erano la mia presentazione altrove. Le avevo accantonate e le ho messe qui per giustificarmi. La breccia si è richiusa, l'assedio cessato, sfinimento, sconfitta. Quel paradosso di guerra e amore come campi uguali di lotta...Io depongo le armi. Non sono uno che si sollazza con delle cavie. Sono invece uno che pensa che il sentimento più potente è anche il più devastante e il blog è proprio imperniato su questo dilaniarsi. Quando un innamorato intaglia un cuore su un albero lo ferisce, ne scortica la pelle, cioè la corteccia. Però... Però avrei voluto dire parole piccolissime. Anche solo un puntino nero. Che nessuno vede, che non ferma per niente i discorsi. Così fragil...

La truffa dell'amore

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                                Nel buio non si può sperare di incontrare chissà chi, chissà che cosa. Eppure... Eppure è bello poterlo credere.  C'è una miopia della ragione dolcissima, che rende indifesi, da non volere altro che proteggere senza avere uno straccio di corazza. E questo forse non fa bene, perché un muro di fuoco salva. Ti fotti se invece quel fuoco lo lanci addosso a qualcuno. Anche se non sono un musicista, posso perdermi per una voce che sa di miele. Solo che la voce non è il cuore. E poi nascono tante belle immagini, paroline, metafore. Ma un romanzo di Kundera resta un'invenzione. Come ogni volta, una splendida illusione in cui incantarsi, ma anche aggrovigliarsi senza nemmeno aver preventivato che potesse essere tutto un no. Come una festa, dopo la quale tolgono le luminarie e una routine grigis...

Dormire è vivere

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Continua a confortarmi il fatto che questo blog rimanga sconosciuto, al riparo da odio politico, polemiche e seccature (una querela ancora mi mancava). Nell'ultimo post di là, "Se avessi paura", mi è parso di usare toni un po' intimi, da retrobottega . Sarà buffo che mi critichi per una simile sottigliezza, ma per quanto ci sia uno "schizo" tra le due facce del "me", lo trovo necessario: da una parte il volto più pubblico, mentre qui scorre il mio sentire interiore. Poi non è che "Incacchiatore" sia introvabile, anzi, ma giustamente interessano di più pomodori e uno sguardo insieme politico e meneghino. Sono un po' confuso. Finalmente sono tornato a lavorare nel sociale e coi senza dimora, anche se ritrovo la fatica di giostrarmi tra alcolisti, tossicodipendenti, ex-detenuti, sofferenti mentali e gli immancabili "furbi", chi usa i dormitori per nascondersi magari perché spaccia o semplicemente perché, pur avendo un'ent...

Un blog per consolarmi

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Riguardando la definizione del mio profilo in cui descrivo "scacchiatore" come una coperta di Linus, mi sono chiesto cosa invece rappresenti per me  questo retrobottega un po' oscuro. La risposta è il pollice di Linus. Un elemento quindi consolatorio, rassicurante, con tutta l'accezione positiva che possono avere quei termini. Spesso infatti "consolatorio" è usato in senso dispregiativo, anche da me e proprio nel blog, mentre il dare (e darsi) conforto è un'azione necessaria a lenire il tormento, la sofferenza. Nel quotidiano preferisco la dimensione adulta nei rapporti con gli altri, soprattutto se c'è di mezzo il lavoro, la responsabilità di cittadino, la politica. Così non avviene e gli smacchi sono una consuetudine. Senza contare poi l'imperversare dei Peter Pan, timorosi di doversi comportare con serietà, di scoprire che ormai sono "grandi", mentre i siti di socializzazione testimoniano un eterno desiderio di non crescere. Non...

Il lapsus più grande

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Il lapsus è una forma di autolesionismo e il suicidio ne è la massima espressione. La differenza rispetto all'errore inconscio e al suicidio degli organi (le malattie psicosomatiche) è la ricerca consapevole. L'istinto di morte invece che estrovertito si rivolge al soggetto stesso. Ogni suicidio per Freud è infatti un omicidio inconscio. Un'educazione familiare e/o scolastica oppressiva delle tendenze di amore tende la mano a Thanatos. Per un'ipotetica speranza di un bel futuro dell'allievo gli si toglie spesso un certo, gioioso presente. Privare dell'affetto indebolisce di fronte alle difficoltà esistenziali, per cui l'adulto si troverà in una pulsione di odio distruttivo contro altri o se stesso. Sorvolando sull'entusiasmo di Flescher per terapie come l'elettroshock, non intendo fare una recensione del testo. Colpisce sempre la notizia di un suicidio. Ha comunque un senso di protesta e per quanto la persona possa considerarsi "malata",...

Il fascino della resa

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Ogni tanto si affaccia la voglia di lasciar perdere tutto. Arrendersi ha una sua sensualità, molle e morbida, per quanto sia vile. Ma si deve sempre combattere? E perché, per andare incontro alle immancabili delusioni? Lasciarsi andare a volte è più forte di altri sentimenti. Non è l'adagiarsi per rilassamento, come fare un bel bagno caldo, con intorno candele, vino bianco e tabacco. Ma è molto necessario. Volevo scrivere di mio padre, poi mi sono reso conto che probabilmente avrei celato nel dolore per la sua mancanza la sofferenza che invece provo di mio, per il mio modo di vivere, per tutti i sogni che mi sono ritrovato a dover seppellire. E' un periodo in cui in tanti si sta male perché le condizioni materiali sono sfavorevoli e la classe dirigente sembra arroccata nello statu quo, con i continui flop degli ennesimi capipopolo che si rivelano essere solo dei ciarlatani. Credo però ci sia altro. Nel mio caso, non essere diventato padre a mia volta, non svolgere la pro...

La cremazione dei sogni

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Ho cambiato i post frutto dell'ultima illusione. E' destabilizzante dover cremare un altro sogno, arrendersi all'impossibilità, ritrovare una consuetudine frustrante. D'altro canto, è proprio il caso di scriverlo, vivendo si osservano desideri insoddisfatti. Il sentimento... Giocoso, fresco, ma poi crolla, si deprime e si adagia su sostanze consolatorie, inutili, distruttive. Credo che lascerò il cuore in inverno. Anzi lo spero, il vulcano era delizioso quanto devastante. Forse amare è un lusso per pochi, immateriale, certo, ma sempre un lusso. Figurarsi poi quando ci si sente replicare: "Non eri innamorato". Addio sogno, ti ho fumato in centinaia di sigarette. Non sei più. Resta il grigio, ma in fondo è un'abitudine. L'entusiasmo pare soltanto cosa da bambini, purtroppo...

Amicizie svendute

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Tempo fa quello che credevo essere un amico si è comportato veramente male. Mi ha chiesto aiuto e gliel'ho dato, gli sono stato a fianco in tutti i sensi. Mi aveva promesso che, a sua volta, mi avrebbe dato una mano, salvo poi negare quanto promesso. Fin qui nessuna novità, episodi del genere capitano a tutti. Ma è proprio questo il terribile, per me, la consuetudine a svendere le amicizie, dopo anni in cui si era creduto di poter contare su qualcuno. Il corollario poi di mistificazioni per celare la fuga da un sentimento potenzialmente meraviglioso sono aberranti. Mi sono sentito dire un classico, becero: "Io avrei fatto lo stesso per te". No, non è vero, col suo comportamento costui ha affermato che mi avrebbe lasciato solo e adducendo chissà quali pretesti. Male, bene. Almeno so su chi non posso contare. Un'altra tacca a sfavore della fiducia nell'altro, ma una perdita di tempo in meno. Quando aveva bisogno di me il cellulare era incandescente. Ora è muto ...

Tutto del mio

Sono ancora qui, non so se a "parlare da solo". Oggi ho trovato questo pezzo. Tutto del mio. Cosa fa salire la pressione, cosa porta via il tuo respiro. Che devo fare per farti voler innamorare di me? Innamorati di me. Voglio che tu ti accorga di ciò che stai perdendo. Voglio che tu lo senta nel profondo di te. Tutto il mio... Voglio che tu lo senta. Cosa ti rende felice, ti darò tutto quello di cui hai bisogno. Belle parole... Semplicemente disperate, come un sentimento che ruba il sonno, quando questo rischia di sfasciare la porta, quando si tace la fame perché resta soltanto di bere gocce di dolore, mentre si spremono gli occhi fino a farli rossi di bruciato. Quando ascolti una canzone tante volte da non sapere quante, magari l'ultima in cuffia al 200% del volume, a rischio di sfasciarla insieme ai timpani, ma tanto, tanto non c'è il suono sognato di cui bearsi. La melodia di una voce. Il luccicare di risate innocenti, il fiammeggiare di cosce sospirate, ...

Un fuoco piccino

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Ho fatto un fuoco piccino stanotte. Volevo bruciarci dentro le paure, la tristezza, i momenti disperati.  Il fuoco trasforma, purifica, sprigiona energia vitale: quando si spegne finisce la vita, resta solo il gelo della morte. Fiamma che fende il buio, che costituisce il sole, che fertilizza, di fronte all'avanzare dell'inverno che fredda le piante. Il fuoco si vuole maschio e distruggerebbe, se non ci fosse l'acqua, femminile, a contenerlo. Un milione di anni che abbiamo questa meraviglia naturale, elemento semplice quanto potente. Ho fatto fatica ad accenderlo, non lo avevo preparato con cura. Poi però ha preso bene e alla fine, per smorzare la brace ho usato l'acqua. Vorrei che qualcosa di velenoso ci fosse davvero arso dentro. Vorrei non tornare al mio umor nero. Energia ne ho sentita. Vorrei averci bruciato tutto il male che ho percepito e compiuto. Però il fuoco ha più senso in compagnia. E io, un giorno, vorrei fare un fuoco non solitario... ...