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Tutto del mio

Sono ancora qui, non so se a "parlare da solo". Oggi ho trovato questo pezzo. Tutto del mio. Cosa fa salire la pressione, cosa porta via il tuo respiro. Che devo fare per farti voler innamorare di me? Innamorati di me. Voglio che tu ti accorga di ciò che stai perdendo. Voglio che tu lo senta nel profondo di te. Tutto il mio... Voglio che tu lo senta. Cosa ti rende felice, ti darò tutto quello di cui hai bisogno. Belle parole... Semplicemente disperate, come un sentimento che ruba il sonno, quando questo rischia di sfasciare la porta, quando si tace la fame perché resta soltanto di bere gocce di dolore, mentre si spremono gli occhi fino a farli rossi di bruciato. Quando ascolti una canzone tante volte da non sapere quante, magari l'ultima in cuffia al 200% del volume, a rischio di sfasciarla insieme ai timpani, ma tanto, tanto non c'è il suono sognato di cui bearsi. La melodia di una voce. Il luccicare di risate innocenti, il fiammeggiare di cosce sospirate, ...

Un fuoco piccino

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Ho fatto un fuoco piccino stanotte. Volevo bruciarci dentro le paure, la tristezza, i momenti disperati.  Il fuoco trasforma, purifica, sprigiona energia vitale: quando si spegne finisce la vita, resta solo il gelo della morte. Fiamma che fende il buio, che costituisce il sole, che fertilizza, di fronte all'avanzare dell'inverno che fredda le piante. Il fuoco si vuole maschio e distruggerebbe, se non ci fosse l'acqua, femminile, a contenerlo. Un milione di anni che abbiamo questa meraviglia naturale, elemento semplice quanto potente. Ho fatto fatica ad accenderlo, non lo avevo preparato con cura. Poi però ha preso bene e alla fine, per smorzare la brace ho usato l'acqua. Vorrei che qualcosa di velenoso ci fosse davvero arso dentro. Vorrei non tornare al mio umor nero. Energia ne ho sentita. Vorrei averci bruciato tutto il male che ho percepito e compiuto. Però il fuoco ha più senso in compagnia. E io, un giorno, vorrei fare un fuoco non solitario... ...

Per mini che tu sia...

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Finalmente ho una nuova casetta! E' un minilocale ma c'è tutto.  Avevo dimenticato certi piaceri: chiudere la porta e lasciare un bel pezzo di mondo fuori, cucinare, snobbare il banco surgelati al super, fare il caffè con la moka, deliziarmi del maternage di un letto vero, fare il bucato senza gettoni né patemi, avere un posto sicuro per la mia roba, poter piangere senza aver paura di essere sorpreso, appendere le camicie, e così via... In più, la sicurezza di rimanerci per parecchio, il che non è poco, di 'sti tempi in cui le certezze spariscono come le rondini in autunno.  All'inizio non me ne rendevo conto. Non ero più abituato a vivere solo soletto, per un po' mi sono sentito come un estraneo in casa d'altri. Ecco il solito limite di non saper esser contento. Per la felicità invece occorre altro, ma dai, non è il caso di esagerare: ho quello che conta...

è tutto un no...

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Carruggio a Genova Prè Ieri notte ho avuto un incubo, dovevo ancora laurearmi. Nell'inganno che poi resta da svegli, oggi mi son chiesto più volte se la laurea l'avessi presa davvero. Ma, cosa più importante, durante l'incubo ho pianto, duramente, come accade nell'impotenza del sogno, il cui unico antidoto è la fuga, il risveglio. Perché nel sogno sapevo che laurearmi sarebbe stato inutile. Non faccio il lavoro per cui ho studiato...  E ultimamente sto incontrando parecchi scogli. Il fatto che io non sia l'unico a cozzarvi contro però non mi incoraggia: a parte che ho sempre detestato la consolazione al ribasso del c'è chi sta peggio di te , fatico a non cedere a visioni pessimiste della natura umana. Certo le autorità soffiano interessatamente sul fuoco della guerra tra poveri, ma possibile che il cuore sia meno importante del culo? La settimana scorsa una donna stava per investirmi con un Suv. Mi ha salvato la mia auto, che ha fermato miracolosamente qu...

Alba!

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E' da qualche tempo che ho un nuovo piccolo amore. Alba era una randagia e ora ci delizia con la sua presenza.  All'inizio era molto selvaggia: graffiava forte, mordeva, ci faceva cadere per terra... Ma già non dava segno di voler scappare. Ora è più addomesticata e sembra ringraziarci di averla fatta salire a bordo. Certo, passa molto tempo a guardare la strada, come fosse curiosa di vita. Però quando vede un camion della spazzatura si spaventa, segno forse di qualche trauma da randagia... Adottare una girovaga non è impossibile -  poi noi avevamo il vantaggio di un divano già scartavetrato dal mitico Leibniz.  Ultimamente si è affermato che le fusa dei gatti sarebbero benefiche alla circolazione sanguigna. I felini sono una sequela di misteri, chissà che vedono i loro occhi stregati... P.s. Un gatto nero porta sfiga solo a chi crede a simili cretinate: self-full-filling prophecy, oh yeah...

Ripiego nell'intimo

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L'utopia è potente ma, per definizione, irraggiungibile. Godard e Pasolini sono accomunati dall'aver conosciuto una vera passione politica, salvo poi ripiegare nell'intimo: la concordia, impossibile nella collettività, può essere forse ricercata nel proprio intorno. Non si tratta di ritirarsi nell'orticello di Candido, ma di tentare almeno vicino a sé un modo di vivere "rivoluzionario". Forse non dovrei scomodare due grandi personalità per sfogare la mia delusione rispetto alla truffa della Politica di mestiere - per quello ho pure il blog un po' noto. Però, nel proprio privato, sarebbe già una conquista se le relazioni fossero improntate a un profondo rispetto. Invece dalle statistiche si sa che la violenza, soprattutto di genere, nasce proprio da chi è più vicino. Una carezza vale più di un dizionario. Sfiorare i capelli di chi si ama, baciarlo, non ha eguali in qualsiasi parola. Lo so, lo ha già scritto, più o meno, Roland Barthes, ma proprio lui...

Ciao Leibniz

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Avevo scritto questo post il 29/7/2010. Lo sposto qui nel retrobottega, luogo che sento più adatto... Stanno accadendo molte cose importanti, ma stavolta scrivo più da blog tradizionale, da legge bavaglio, perché...è morto il nostro gatto. In qualche modo, aveva riempito il vuoto lasciato da nostro padre. Il micio si chiamava Leibniz, un nome certo impegnativo ma benaugurante ( il migliore dei mondi possibili... ).  Aveva 15 anni...15 anni in cui ha fatto tantissimo per mia madre e per tutti noi, con la sua sola semplice presenza. Non ha sofferto, è svenuto mentre un infarto se lo portava via. Insomma, ha avuto una dolce morte, quella che spesso è negata a molti umani. Ho molti ricordi allegri del buon vecchio Leibniz. Ma certo mi mancherà tantissimo, anche se non vivevamo più da anni sotto lo stesso tetto.  A volte quando litigavamo tra umani si metteva a miagolare nervoso, come a dirci di smetterla. Era una bella sorpresa trovarselo davanti aprendo la porta...

Lo sgambetto professionale

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Sgambetto in Gubbio-Bassano dal blog di Giacomo Marinelli Se dico che "ho un blog", assisto a reazioni molto tiepide, quasi di compatimento. Non me ne spiaccio, anzi, spesso ciò mi appare comicamente confortante. Ma se mi esce che di blog ne ho due, le risposte sono a feedback muto. Il senso di questo preludio è che queste righe sono la preparazione per altre sul post più "blasonato", sulla mia vita da precario. Noto che sul lavoro "stupidi ma servi" fa avanzare più di "intelligenti ma consapevoli" , un risvolto è che quando si ha un po' di stoffa si subiscono degli sgambetti professionali , in molti lavori di massa in cui non è che si operi sui neutrini ma le competenze richieste sono... insomma, hai capito. L'ho visto sulla mia pelle ma non solo. E' triste, per me, quando accade in dimensione orizzontale, tra colleghi sullo stesso piano. La violenza interpretativa vede un voler fare le scarpe a chi magari è ammuffito nello ste...

Ricredersi

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Quante volte si cambia idea... Sarà giusto, non sapendo cosa accadrà, cercare di essere pronti all'inaspettato. Per quanto spiazzante, è sano. Una persona di cui si era innamorati che cerca ancora il proprio corteggiamento, pur mantenendo il più netto rifiuto; un'altra, che forse non si è mai creduto di amare e invece le si vuole un mondo di bene, soprattutto quando sta male. E un'altra ancora che, nel suo malessere, vuole una pletora di spasimanti da esserne sempre in cerca ma senza darsi a nessuno, divorata dal proprio gioco patologico di vittima, pronta, chissà, a diventare persecutore. Basta ricredersi e comprendere che le cose stanno in un altro modo. Senza aver paura di darsi una colpa - inesistente - per avere "sbagliato". Restano dei punti fermi, fari del proprio pensiero, come, per esempio, non uccidere, rispettare i bambini. Ma su molto e molti ci si può ricredere. Qualcuno dice che ricredersi è un'atto di umiltà: non sono d'accordo, il punto ...

L'inconscio è cinema

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Il cinema ha a che fare con i sogni, forse il primo è nato volendo replicare da svegli i secondi, che sono piccoli film spesso surreali, a volte invece dalla trama semplice. Nel sogno come nel film c'è l'identificazione, il realismo così estremo, non di rado, da far credere appena svegli che la realtà fosse quella onirica. Hitchcock è stato il primo ad occuparsi compiutamente di dinamiche psicologiche. Forse per questo nei suoi film l'emozione è fortissima: ci si sente come pugnalati sotto la doccia o impotenti con una gamba ingessata mentre sta arrivando uno che ci vuole uccidere. L'immedesimazione cinematografica può essere tanto potente che anni fa donne vittime di stupro, negli Usa, trovavano una catarsi nell'assistere a "Oltre ogni limite" ("Extremities"), dove Farah Fawcett riesce a sopraffare il suo violentatore e a comminargli le stesse torture da lei patite fino a poco prima. Il cinema horror serve poi al suo pubblico elettivo, le...

Il paese delle corna

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Che in Italia le corna siano un fatto tanto temuto quanto accettato è risaputo. Però ultimamente sono rimasto colpito dall'osservare che molti uomini, intorno a me, hanno relazioni oltre alla partner, che si tratti della moglie, della fidanzata o della convivente. Naturalmente le donne con cui vanno tutti questi conoscenti a loro volta tradiscono qualcuno. Forse non ci sarebbe nulla di male, si tratta spesso di relazioni sessuali... Eppure le mogli e le fidanzate di queste persone, che spesso mi capita di conoscere, mi sembrano molto affettuose. Soffro a sottacere quanto so, vedendo i loro atteggiamenti, sentendo i racconti dei maschi che sanno che la partner cerca di carpire dal cellulare (dimenticato a casa o non presidiato perché il proprietario dorme) se ci sia qualcun'altra. La gelosia può toccare il patologico: mi viene in mente il caso di una ragazza che pretendeva che il fidanzato, non ancora convivente, tenesse in comunicazione il telefonino tutta la notte. Quel...