Ciao Leibniz

Avevo scritto questo post il 29/7/2010. Lo sposto qui nel retrobottega, luogo che sento più adatto...

Stanno accadendo molte cose importanti, ma stavolta scrivo più da blog tradizionale, da legge bavaglio, perché...è morto il nostro gatto. In qualche modo, aveva riempito il vuoto lasciato da nostro padre. Il micio si chiamava Leibniz, un nome certo impegnativo ma benaugurante (il migliore dei mondi possibili...).  Aveva 15 anni...15 anni in cui ha fatto tantissimo per mia madre e per tutti noi, con la sua sola semplice presenza. Non ha sofferto, è svenuto mentre un infarto se lo portava via. Insomma, ha avuto una dolce morte, quella che spesso è negata a molti umani.
Ho molti ricordi allegri del buon vecchio Leibniz. Ma certo mi mancherà tantissimo, anche se non vivevamo più da anni sotto lo stesso tetto.  A volte quando litigavamo tra umani si metteva a miagolare nervoso, come a dirci di smetterla. Era una bella sorpresa trovarselo davanti aprendo la porta di casa...Seduto pacioso, salutava con un miagolio e strappava un sorriso a chi riceveva la sua accoglienza. Ma non sempre: i gatti, a differenza dei cani, non sono servili. Scelgono, seguendo l'affetto, come ora faccio io, assecondando il mio sentimento e dedicandogli queste righe.
Ciao Leibniz, mi ricorderò sempre di quando nelle notti di San Siro ti portavo in giro a incontrare i tuoi simili liberi. Ora, sei libero anche tu...