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The Man in the White Van (2024)

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"The Main the White Van" è un film che merita di essere guardato. Non solo perché è dedicato all'orgnizzazione no profit "National Center for Missing & Exploited Children", che si occupa di prevenzione e riabilitazione delle vittime, ma è tutto rivolto a un tema atroce, e nel finale scorrono le centinaia di nomi di minori scomparsi in America, sulle note e le immagini di registrazione della canzone finale, "Hope is why we are here", di Barry Coffing, che l'ha composta per celebrare proprio il NCEC.  L'idea di questa produzione è innovativa, perché pur basata su una - terribile - storia vera, non cerca di documentare soltanto o di rimanere sul punto di vista del killer, ma lo fa da quello di una sopravvissuta, Annie, una tanto giovane quanto eccellente Madison Wolfe. che interpreta una Final Girl, la quale non viene creduta mentre si dibatte nelle esperienze tipiche dell'adolescenza e si ritrova nel mirino di qualcosa molto più grande di...

Fear of Rain (2021)

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Ecco un altro dei tanti film sottovalutati, ma che penso sia un buon lavoro. "Fear of Rain" si lascia guardare e pure con una suspense continua. Il mix horror dramma thriller e, soprattutto, psicologico, funziona bene. A chi lo liquida come un pasticcio di teorie sulla mente, andrebbe ricordato che, al di qua di ogni classificazione, ogni persona, anche molto sofferente, è un mondo a sé. E questo vale ancora di più per Rain, protagonista dal nome poetico, interpretata da Madison Iseman che dà un'ottima prova, insieme ai genitori, Katherine Heigl e Harry Connick Jr., oltre a un’inquietante Eugenie Bondurant (Mrs. McConnell), una sorta di Anthony Perkins al femminile, che il regista Castille Landon sa presentare ambiguamente, insieme all'uso di soggettive oscure per Rain. Un primo merito del film è denunciare lo stigma vissuto da chi viene diagnosticato con un problema mentale e quindi isolato, con la prospettiva di non poter vivere una vera, qui è proprio il caso di di...

Zahara - Con Las Ganas

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Ricordo che quando sei arrivato, manco mi hai guardata, ero solo una tra più di 100, e, comunque, hai fatto tu le prime virate. Come ho potuto non accorgermi che ci sono ascensori proibiti, che ci sono peccati complici, e tu eri così vicino. Mi vesto di te, tu ti vesti di me, e giochiamo a fare gli umani, in questa stanza grigia. Mordo l'acqua per te, scivoli dentro me, e giochiamo a fare due mici, che non vogliono dormire. Le mie ancore non hanno fermato i tuoi istinti, né le tue i miei lamenti. E lascio allentare i miei bulloni e che le formiche mi facciano contorcere. Voglio che non smetti di stringermi senza che io dica qualcosa. Che i tuoi polpastrelli siano agganciati ai miei vertici. Mi vesto di te,  tu ti vesti di me, e giochiamo a fare gli umani,  in questa stanza grigia. Mordo l'acqua per te, scivoli dentro me, e giochiamo a fare due mici, che non vogliono dormire. Non so cosa è successo alla fine, ho sentito solo frecce dentro. La nostra scomoda postura si è dilata...

Vow of Silence: The Assassination of Annie Mae

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Questo documentario a prima vista viene presentato come una di quelle ricostruzioni di delitti seriali, se non fosse che la vittima sarebbe una sola: Annie Mae Aquash, nativa americana, giustiziata nel 1975. Invece, nel primo episodio si scopre che decenni fa furono tanti i nativi uccisi, senza uno straccio d'indagine, né perfino l'identificazione delle vittime. Questa strage veniva perpetrata dal più grande serial killer della storia americana: l'establishment. Così, attraverso la storia di Annie Mae si ripercorre il tentativo di seppellire l'identità degli Indiani d'America. E quando dai ghetti delle riserve, vengono portati nelle città, l'obiettivo non è solo di edulcorare popoli che l'America l'hanno posseduta per millenni, ma di cacciarli dalle terre che gli erano stato sbolognate come improduttiva, le quali però, si scopre, contengono il 60% delle risorse minerarie del paese, tra cui soprattutto uranio.                       ...

Cellar Door (2024)

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 Sono ancora scosso dalla visione di questa storia, scritta da Sam Scott, diretta da un Vaughn Stein al suo terzo lavoro e, sicuramente, una promessa. Il film ha avuto pessime recensioni e credo di capire il perché: succede quando un racconto non è rassicurante, non coccola il tuo ego e allora non va bene. Perché tutti abbiamo una cantina con una porta da non aprire, che contiene le cose più inconfessabili, le vere colpe, non quelle dei "sensi di". Infatti la famiglia interpretata dai due protagonisti, Jordana Brewster e Scott Speedman, bravi attori come Laurence Fishburne, rappresenta una famiglia come tante. Alla ricerca della vita ideale, un buon lavoro, una casa stupenda.  Ma le mura sono solo un pretesto. Qui, per una volta, non ci sono luoghi infestati, perché siamo noi a viverli e a infilare nei nostri spazi ciò che potremmo decidere di celare, magari con una buona mano di pittura. Credo che sia questo che dà fastidio, in "Cellar Door", che infatti è sconvolg...

Mi arrendo

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 Questo blog era nato come una sorta di diario intimista, ma poi ha preso un'altra piega. per cui mi riprometto di astenermi da altri post come questo. Mi va bene parlare di cinema e mi stupisco se un articoletto su un film horror ha avuto più di 700 visualizzazioni. "Arrendersi" era un tag che avevo scelto proprio nel senso etimologico della parola, e cioè di restituire. Cosa? Emozioni, stupore, sorpresa, di fronte a bimbi, paesaggi, animaletti affabili.  Stavolta però con mi arrendo voglio dire altro. Mi arrendo a vivere, per quel che mi resta, ma senza preoccuparmi troppo della salute. Il cancro ha già bussato alla mia porta e so che non ci si può fare molto. Per  cui mangio male, dormo peggio. Nemmeno mi affanno a voler sembrare più bello, giovane, ricco. Sono caratteristiche che non mi hanno mai entusiasmato, soprattutto su di me. Però non mi arrendo agli anfibi in faccia, al dramma dei lager, a uno Stato che non è cosa pubblica. Anche se sono sempre più solo ed esse...

Blink Twice (2024)

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 Questo è un film sorprendente, a partire dalla regista, al suo debutto, Zoe Kravitz. Figlia del cantante Lenny, non a caso mette un'impronta musicale sia nella scelta di poche ma decisive tracce, oltre a riprese che a volte ricordano lo stile dei videoclip da canzone, ma soprattutto citando l'uso inveterato della musica durante le torture (come in "The Good, the Bad & the Ugly" e "A clockwork orange", che si rifa a sua volta al famigerato progetto MkUltra). Un racconto infatti tremendo, dato che parla del potere, e che è stato creato con cura, visto che Kravitz ha impiegato ben 5 anni a scrivere, insieme a E.T. Feigenbaum, pensandolo per il partner nella vita vera e protagonista maschile nella pellicola, un impeccabile Channing Tatum. Il titolo era forse meno spendibile, "Pussy Island", ma dopo lo  scandalo Weinstein Kravitz ha voluto fortemente riscrivere la storia. "Blink Twice" rievoca "Get Out" e infatti è stato girato...

A Quiet Place: Day One

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 Questo film doveva essere il prequel e il terzo di una saga che, insomma, era così così, anzi, alla merdflix. Invece, "A Quiet Place: Day One" può essere benissimo uno stand alone. Perché è magico, commovente, poetico, spaventoso, in una parola eccezionale. Puro, emozionante cinema che ti inchioda allo schermo e potresti dimenticarti di tutto. Perché è quello che succede, nell'apocalisse della storia. Ormai, sappiamo che tutto può cambiare, sparire, per un'epidemia, una metastasi, una catastrofe e così, una cosa così aberrante come l'urlo costante dei 90 decibel di New York, può diventare un lusso, un che di impossibile quando si deve stare in silenzio, per non morire. I due, anzi tre protagonisti, Lupita Nyong’o,  Joseph Quinn e il gatto, anzi i due mici Nico e Schnitzel, che impersonano Frodo, ti catturano con la loro grande amicizia, perché solo questo può rimanere quando il mondo finisce.  Un plauso alla Paramount, che ha saputo produrre un capolavoro, con Kr...

An Angry Boy (2024)

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Guardando "An Angry Boy" lo sentivo come una sorta di risposta impropria a "A Serbian film". I significati sono certo diversi, ma l'ambientazione nel cuore della storia americana, il Massachusetts, sembra indicare di nuovo un'identità ferita, eppure con una possibile soluzione: semplicemente, la vendetta. E se si rischia di non farcela, ecco venire in soccorso gli affetti, come le amicizie, le madri, in tutta la delicata solidarietà alle vittime di violenza atroce. E da Boston viene Andrew Fitzgerald, premiato filmaker e Youtuber: suo è il canale "Scary Mysteries", che tratta di crimini pazzeschi da tutto il mondo. D'altronde, il suo podcast è nella stessa linea, non per nulla intitolato "Every town has a dark side".  "An Angry Boy" nasce da un crowdfunding e inorridisco a leggere recensioni sprezzanti, da anime belle, che liquidano il film in quanto a basso costo, con un cast anonimo e pure senza trama. Invece, per un tema ...

Cellphone (2023)

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 Uno dei motivi per cui non scrivo da tempo è che non riesco a vedere un bel film da mesi. Sarà che sto vivendo molto male, ma difficilmente ho gustato un lavoro come "Cellphone", che mi è piaciuto così tanto che lo riguarderei adesso. Il telefonino è un oggetto molto drammatico nel cinema e anche spaventoso negli horror. Infatti, questo pregevole indie movie - che perciò ha un marketing atroce che lo renderà poco visibile - è una tragedia ambientata nella paura. Intanto, vede la partecipazione di un grande attore come Malcolm McDowell, "Bob" , presente solo con la voce, magistralmente declinata su un accento americano e un tono davvero "creepy".  Poi, Whitney Rose Pynn, interpreta la protagonista Wynne, tanto divertente quanto stranamente affascinante, ma capace anche di essere, quando si svela il mistero, ruvida. Il film possiede registri poetici, con la fotografia di una campagna dell'Ohio deliziosa, sfondo appropriato per l'altro timbro, domina...

Mia Martini ...... Donna .....

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