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Un blog per consolarmi

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Riguardando la definizione del mio profilo in cui descrivo "scacchiatore" come una coperta di Linus, mi sono chiesto cosa invece rappresenti per me  questo retrobottega un po' oscuro. La risposta è il pollice di Linus. Un elemento quindi consolatorio, rassicurante, con tutta l'accezione positiva che possono avere quei termini. Spesso infatti "consolatorio" è usato in senso dispregiativo, anche da me e proprio nel blog, mentre il dare (e darsi) conforto è un'azione necessaria a lenire il tormento, la sofferenza. Nel quotidiano preferisco la dimensione adulta nei rapporti con gli altri, soprattutto se c'è di mezzo il lavoro, la responsabilità di cittadino, la politica. Così non avviene e gli smacchi sono una consuetudine. Senza contare poi l'imperversare dei Peter Pan, timorosi di doversi comportare con serietà, di scoprire che ormai sono "grandi", mentre i siti di socializzazione testimoniano un eterno desiderio di non crescere. Non...

Il lapsus più grande

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Il lapsus è una forma di autolesionismo e il suicidio ne è la massima espressione. La differenza rispetto all'errore inconscio e al suicidio degli organi (le malattie psicosomatiche) è la ricerca consapevole. L'istinto di morte invece che estrovertito si rivolge al soggetto stesso. Ogni suicidio per Freud è infatti un omicidio inconscio. Un'educazione familiare e/o scolastica oppressiva delle tendenze di amore tende la mano a Thanatos. Per un'ipotetica speranza di un bel futuro dell'allievo gli si toglie spesso un certo, gioioso presente. Privare dell'affetto indebolisce di fronte alle difficoltà esistenziali, per cui l'adulto si troverà in una pulsione di odio distruttivo contro altri o se stesso. Sorvolando sull'entusiasmo di Flescher per terapie come l'elettroshock, non intendo fare una recensione del testo. Colpisce sempre la notizia di un suicidio. Ha comunque un senso di protesta e per quanto la persona possa considerarsi "malata",...

Il fascino della resa

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Ogni tanto si affaccia la voglia di lasciar perdere tutto. Arrendersi ha una sua sensualità, molle e morbida, per quanto sia vile. Ma si deve sempre combattere? E perché, per andare incontro alle immancabili delusioni? Lasciarsi andare a volte è più forte di altri sentimenti. Non è l'adagiarsi per rilassamento, come fare un bel bagno caldo, con intorno candele, vino bianco e tabacco. Ma è molto necessario. Volevo scrivere di mio padre, poi mi sono reso conto che probabilmente avrei celato nel dolore per la sua mancanza la sofferenza che invece provo di mio, per il mio modo di vivere, per tutti i sogni che mi sono ritrovato a dover seppellire. E' un periodo in cui in tanti si sta male perché le condizioni materiali sono sfavorevoli e la classe dirigente sembra arroccata nello statu quo, con i continui flop degli ennesimi capipopolo che si rivelano essere solo dei ciarlatani. Credo però ci sia altro. Nel mio caso, non essere diventato padre a mia volta, non svolgere la pro...

La cremazione dei sogni

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Ho cambiato i post frutto dell'ultima illusione. E' destabilizzante dover cremare un altro sogno, arrendersi all'impossibilità, ritrovare una consuetudine frustrante. D'altro canto, è proprio il caso di scriverlo, vivendo si osservano desideri insoddisfatti. Il sentimento... Giocoso, fresco, ma poi crolla, si deprime e si adagia su sostanze consolatorie, inutili, distruttive. Credo che lascerò il cuore in inverno. Anzi lo spero, il vulcano era delizioso quanto devastante. Forse amare è un lusso per pochi, immateriale, certo, ma sempre un lusso. Figurarsi poi quando ci si sente replicare: "Non eri innamorato". Addio sogno, ti ho fumato in centinaia di sigarette. Non sei più. Resta il grigio, ma in fondo è un'abitudine. L'entusiasmo pare soltanto cosa da bambini, purtroppo...

Amicizie svendute

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Tempo fa quello che credevo essere un amico si è comportato veramente male. Mi ha chiesto aiuto e gliel'ho dato, gli sono stato a fianco in tutti i sensi. Mi aveva promesso che, a sua volta, mi avrebbe dato una mano, salvo poi negare quanto promesso. Fin qui nessuna novità, episodi del genere capitano a tutti. Ma è proprio questo il terribile, per me, la consuetudine a svendere le amicizie, dopo anni in cui si era creduto di poter contare su qualcuno. Il corollario poi di mistificazioni per celare la fuga da un sentimento potenzialmente meraviglioso sono aberranti. Mi sono sentito dire un classico, becero: "Io avrei fatto lo stesso per te". No, non è vero, col suo comportamento costui ha affermato che mi avrebbe lasciato solo e adducendo chissà quali pretesti. Male, bene. Almeno so su chi non posso contare. Un'altra tacca a sfavore della fiducia nell'altro, ma una perdita di tempo in meno. Quando aveva bisogno di me il cellulare era incandescente. Ora è muto ...

Tutto del mio

Sono ancora qui, non so se a "parlare da solo". Oggi ho trovato questo pezzo. Tutto del mio. Cosa fa salire la pressione, cosa porta via il tuo respiro. Che devo fare per farti voler innamorare di me? Innamorati di me. Voglio che tu ti accorga di ciò che stai perdendo. Voglio che tu lo senta nel profondo di te. Tutto il mio... Voglio che tu lo senta. Cosa ti rende felice, ti darò tutto quello di cui hai bisogno. Belle parole... Semplicemente disperate, come un sentimento che ruba il sonno, quando questo rischia di sfasciare la porta, quando si tace la fame perché resta soltanto di bere gocce di dolore, mentre si spremono gli occhi fino a farli rossi di bruciato. Quando ascolti una canzone tante volte da non sapere quante, magari l'ultima in cuffia al 200% del volume, a rischio di sfasciarla insieme ai timpani, ma tanto, tanto non c'è il suono sognato di cui bearsi. La melodia di una voce. Il luccicare di risate innocenti, il fiammeggiare di cosce sospirate, ...

Un fuoco piccino

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Ho fatto un fuoco piccino stanotte. Volevo bruciarci dentro le paure, la tristezza, i momenti disperati.  Il fuoco trasforma, purifica, sprigiona energia vitale: quando si spegne finisce la vita, resta solo il gelo della morte. Fiamma che fende il buio, che costituisce il sole, che fertilizza, di fronte all'avanzare dell'inverno che fredda le piante. Il fuoco si vuole maschio e distruggerebbe, se non ci fosse l'acqua, femminile, a contenerlo. Un milione di anni che abbiamo questa meraviglia naturale, elemento semplice quanto potente. Ho fatto fatica ad accenderlo, non lo avevo preparato con cura. Poi però ha preso bene e alla fine, per smorzare la brace ho usato l'acqua. Vorrei che qualcosa di velenoso ci fosse davvero arso dentro. Vorrei non tornare al mio umor nero. Energia ne ho sentita. Vorrei averci bruciato tutto il male che ho percepito e compiuto. Però il fuoco ha più senso in compagnia. E io, un giorno, vorrei fare un fuoco non solitario... ...

Per mini che tu sia...

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Finalmente ho una nuova casetta! E' un minilocale ma c'è tutto.  Avevo dimenticato certi piaceri: chiudere la porta e lasciare un bel pezzo di mondo fuori, cucinare, snobbare il banco surgelati al super, fare il caffè con la moka, deliziarmi del maternage di un letto vero, fare il bucato senza gettoni né patemi, avere un posto sicuro per la mia roba, poter piangere senza aver paura di essere sorpreso, appendere le camicie, e così via... In più, la sicurezza di rimanerci per parecchio, il che non è poco, di 'sti tempi in cui le certezze spariscono come le rondini in autunno.  All'inizio non me ne rendevo conto. Non ero più abituato a vivere solo soletto, per un po' mi sono sentito come un estraneo in casa d'altri. Ecco il solito limite di non saper esser contento. Per la felicità invece occorre altro, ma dai, non è il caso di esagerare: ho quello che conta...

è tutto un no...

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Carruggio a Genova Prè Ieri notte ho avuto un incubo, dovevo ancora laurearmi. Nell'inganno che poi resta da svegli, oggi mi son chiesto più volte se la laurea l'avessi presa davvero. Ma, cosa più importante, durante l'incubo ho pianto, duramente, come accade nell'impotenza del sogno, il cui unico antidoto è la fuga, il risveglio. Perché nel sogno sapevo che laurearmi sarebbe stato inutile. Non faccio il lavoro per cui ho studiato...  E ultimamente sto incontrando parecchi scogli. Il fatto che io non sia l'unico a cozzarvi contro però non mi incoraggia: a parte che ho sempre detestato la consolazione al ribasso del c'è chi sta peggio di te , fatico a non cedere a visioni pessimiste della natura umana. Certo le autorità soffiano interessatamente sul fuoco della guerra tra poveri, ma possibile che il cuore sia meno importante del culo? La settimana scorsa una donna stava per investirmi con un Suv. Mi ha salvato la mia auto, che ha fermato miracolosamente qu...

Alba!

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E' da qualche tempo che ho un nuovo piccolo amore. Alba era una randagia e ora ci delizia con la sua presenza.  All'inizio era molto selvaggia: graffiava forte, mordeva, ci faceva cadere per terra... Ma già non dava segno di voler scappare. Ora è più addomesticata e sembra ringraziarci di averla fatta salire a bordo. Certo, passa molto tempo a guardare la strada, come fosse curiosa di vita. Però quando vede un camion della spazzatura si spaventa, segno forse di qualche trauma da randagia... Adottare una girovaga non è impossibile -  poi noi avevamo il vantaggio di un divano già scartavetrato dal mitico Leibniz.  Ultimamente si è affermato che le fusa dei gatti sarebbero benefiche alla circolazione sanguigna. I felini sono una sequela di misteri, chissà che vedono i loro occhi stregati... P.s. Un gatto nero porta sfiga solo a chi crede a simili cretinate: self-full-filling prophecy, oh yeah...

Ripiego nell'intimo

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L'utopia è potente ma, per definizione, irraggiungibile. Godard e Pasolini sono accomunati dall'aver conosciuto una vera passione politica, salvo poi ripiegare nell'intimo: la concordia, impossibile nella collettività, può essere forse ricercata nel proprio intorno. Non si tratta di ritirarsi nell'orticello di Candido, ma di tentare almeno vicino a sé un modo di vivere "rivoluzionario". Forse non dovrei scomodare due grandi personalità per sfogare la mia delusione rispetto alla truffa della Politica di mestiere - per quello ho pure il blog un po' noto. Però, nel proprio privato, sarebbe già una conquista se le relazioni fossero improntate a un profondo rispetto. Invece dalle statistiche si sa che la violenza, soprattutto di genere, nasce proprio da chi è più vicino. Una carezza vale più di un dizionario. Sfiorare i capelli di chi si ama, baciarlo, non ha eguali in qualsiasi parola. Lo so, lo ha già scritto, più o meno, Roland Barthes, ma proprio lui...