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le parole sono inutili

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Ultimamente, ascolterei questa canzone senza fine. Guardando il soffitto, così le lacrime non mi finiscono nel naso.

Linden Flowers

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Giorni fa, con l'esplosione del caldo, ho ritrovato il profumo dei tigli in fiore, che adoravo da ragazzo sia perché mi ricordava l'aroma protettivo del sapone di Marsiglia (ignorando le proprietà calmanti dell'albero dalla foglia a forma di cuore) e perché annunciava l'arrivo della primavera. Ormai il caldo sta decimando quei fiori che, qualcuno mi faceva notare ultimamente, non sono tanto cari agli allergici. Ma io li adoro. Una sera, andando verso San Siro, che essendo un regno degli alberi è anche il principato dei Tigli, mi sono fatto guidare dal profumo di quei fiori fino alle propaggini della città, fino a uno sperduto parco giochi che non ho mai capito se sia veramente usato di giorno. Così fresco, così nascosto, così romantico. Un'oasi nella disperazione di giorni tormentati - e il caldo non c'entra nulla. Una fragranza che davvero calma e forse aiuta terribilmente la meditazione, ma io fatico a meditare, in realtà, perché mi viene sempre da piangere,...

Una volta

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Una volta quando ero davvero triste venivo su queste pagine a vergare parole che gettavo come dadi, sperando di riuscire a risollevarmi, in qualche modo. Spesso, ci riuscivo. Poi, oltre a sembrarmi una cosa non sensatissima - oltre a rendermi conto che neppure sfogarmi da queste parti mi aiutasse - mi sono ricordato che il blog voleva parlare di cinema e così, ho messo qualche apprezzamento per i film (horror, psicologici direi) che mi avevano impressionato di più. E qualche canzone... Ma da quando, in Second Life, finalmente dopo averlo intravisto nel tempo, ho scoperto Buddha, non posso che sapere che il dolore è vero, come reali sono le sue cause, ma anche che è vero che il dolore termina e che c'è una strada per arrivarci. Così, vittimismo o no che fosse, non mi lamento più qui, per quello ho già il vecchio blog, mentre qui, nel retrobottega, posso dire altro. Attraverso un periodo tormentato, mentre attendo di avere una nuova casa. Ma non so se possa dire che sia il più di...

Upgrade

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Sono sorpreso dalle (poche) critiche ad "Upgrade": chi lo definisce un B-movie, chi una scommessa mancata. A volte sospetto che le recensioni negative, di addetti ai lavori(?) e non, siano dovute alla mancanza di un lieto fine, quando la morale non sia stata addirittura un vero shock. La trama di "Upgrade" fila, come un inseguimento tra auto, con una logica spietata. La stessa dei calcolatori, che se soffrono del paradosso di Moravec, per cui a livello motorio e percettivo un robot difficilmente avrà le abilità di un bimbo di un anno, in questa storia trovano un possibile riscatto. Il film di Leigh Whannell ha riscosso soprattutto critiche positive. C'è anche un superamento del trito clichè della possessione che non è più demoniaca nè soprannaturale ma appunto robotica. Di body horror la storia del cinema è colma, a partire da "The blob" del '58. Ma "Upgrade" non è solo una storia ben congegnata e recitata, non si interroga solo sul...

The Cured

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Nel genere horror che si ridesta non morto ma con la linfa del dramma, "The Cured" è un'altra piccola perla. Qui gli zombie sviluppano una psicosi dovuta a un virus, chiamato "Labirinto", come a indicare che non si discerne più il bene dal male e quindi si è pronti a uccidere, chiunque. Lo stesso sconcerto fratricida pervade l'opinione pubblica, perché viene trovata una cura ma i sani non vogliono più tra loro i Risanati, mentre le autorità non sono disposte ad attendere che gli Infetti che resistono al vaccino possano guarire a loro volta. Un affresco sociale inquietante, dove non solo chi comanda gestisce la popolazione come un gregge, ma anche chi si affaccia alla politica come il "giusto" (Conor) è in realtà mosso da senso di rivalsa e, soprattutto, sete di potere, tanto da travisare e mistificare col controllo il sentimento più grande, cioè amare. Che invece resiste negli altri protagonisti del film, Senan, sua cognata Abbey, il figlio di le...

Come faceva freddo

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   Nada. Piero Ciampi. Le finestre non son tutte uguali   anche le porte hanno un'anima   sentire sempre le stesse cose   purtroppo due vite noiose   Lui invece ogni giorno era nuovo   è lui la cosa che ho persa   apriva una porta, sei piani di scale   ogni giorno una cosa diversa   Come faceva freddo   com'era bello che lui fosse lì   lui mi guardava   come faceva freddo   Come faceva freddo   com'era bello che io fossi lì   lui mi stringeva   come faceva freddo .. Anche le finestre avevano un cuore   c'era una porta che faceva rumore   e mentre lui moriva d'inedia   lo scongiuravo dall'unica sedia   come faceva freddo   com'era bello che lui fosse lì   apro una porta sei piani di scale   ci sono i suoi quadri ma lui non c'è più ..   Come faceva freddo  ...