Five Nights at Freddy's (2023)

Ingenuamente, pensavo che un film tratto da un videogioco fosse noioso, ma quando è uscito il sequel, mi sono incuriosito su questo film.
Peraltro mi è venuta, en passant, una riflessione: il genere horror ha una sua purezza,  niente Marvel o Dc Comics.
Detto questo, ho trovato "5 nights at Freddy's" avvincente. In effetti, se la critica lo ha demolito, il pubblico lo ha apprezzato, tanto che è uno dei migliori prodotti, per ricavato, della Blumhouse.
Premetto però che non ho la più pallida idea di cosa sia il videogioco che lo ha ispirato, ma ho trovato la regia di Emma Tammi delicata e attenta. All'inizio non doveva esserne la regista, ma è una fortuna che nei travagli del parto, lo sia stata lei, insieme ai tre attori protagonisti che si sono rivelati ideali: un annichilito Josh Hutcherson, una fiabesca Elizabeth Lail e una tenerissima e sorprendente Piper Abby.
Quindi, scusandomi se non posso capire gli Easter Egg legati al game, ho trovato la narrazione emozionante. Piena, comunque, di sorprese, neanche tanto prevedibili, e quindi appunto attraenti, ha come melodia di base i bambini. Il loro rispetto, e il tragico di vederli vittime. Proprio qui, proprio qui apprezzo una sorta di nemesi del film, in cui i piccoli sembrano ribellarsi al fatto di essere tramutati in mostri, in molti altri lavori, solo come un'attrazione, proprio come potrebbe esserlo per bimbi e ragazzini il parco dei divertimenti Freddy Fazbear's Pizza. Questa ripresa di temi forti, come ne "La Promessa" - di cui dovrei decidermi a scrivere, ma ho seri problemi a scendere nel mio profondo - per me è potente. Giusto come l'idea terrificante di usare dei robot, primitivi, ma per questo altamente inquietanti. Scoprendo poi che in realtà, sono animati da ben altro che l'elettronica. E qui, in un ritorno al passato, c'è un'operazione nostalgica sugli anni '80, lo stile della musica, del divertimento, di quella tecnologia ancora così serenamente analogica e, per questo, innocua. Ho avuto un tuffo al cuore nel rivedere l'Arcade di Asteroids.
Forse, ai critici, amanti del non consueto, non è piaciuto proprio questo, sotto sotto: l'evitare di usare i bambini per spaventare, rendendoli crudeli, tanto per ribaltare un rassicurante stereotipo. Purtroppo, per noi, Edward Lionheart è solo un personaggio di fantasia e certo ci vorrebbe una nemesi per chi distrugge un buon lavoro altrui "tanto per". Io per esempio cerco solo di parlare dei film che mi piacciono. In caso contrario, mi astengo - salvo andare, raramente, proprio contro questi critici di merda.
Quello che consiglio su "5 Nights at Freddy's" è solo di goderselo. È un film drammatico, psicologico, ovviamente horror su tutto, ma videogioco o no, cammina benissimo sulle proprio gambe. Davvero buon cinema, apprezzabile e che porta a pensare. 
NB Se non parlo del sequel, è perché, come detto, non mi piace demolire. Purtroppo è un evidente maldestro tentativo di replicare un successo commerciale, lasciando persino intendere che ci sarà un terzo episodio.
Chica, Freddy, Foxy and Bonnie look more menacing in this still than they ever do in the actual film..  

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