Discovery Plus True Crime

 Da qualche tempo mi sto immergendo nel filone "True Crime" della piattaforma Discovery Plus. Non trovo improprio indicarlo come Cinema in parte perché ormai i film sono legati ai colossi dello streaming ma, soprattutto, il canale in questione è nato anche dalla Warner, che da più di un secolo fa proprio cinema. E direi che si vede, perché il taglio di questi documentari è spesso molto visivo.
L'offerta è quanto mai vasta e comprende sia casi italiani che americani e di altri paesi. Ma qui credo si vada ben oltre il discorso commerciale, che pure ha portato alla rottura con Sky e Amazon. Del resto, l'abbonamento base costa meno di tre euro al mese e anche se prevede la pubblicità, è un'offerta imbattibile. 
Se dico questo è perché proprio all'interno di alcuni episodi viene ricordato che divulgare rispetto a cold case, o che si sono chiusi senza una completa verità, serve a sensibilizzare in vista di una riapertura di processi e indagini. Del resto, sia da noi che negli States molte verità restano celate. Come per Ted Bundy, che forse ha ucciso un centinaio di donne, mentre è stato "incenerito" dopo aver accertato una trentina di omicidi. Anzi, femminicidi, perché come tiene a osservare il filone di True Crime - penso soprattutto al Mostro di Udine e a quello di Modena - è proprio di uccisioni di donne che si parla. Non a caso.
Con questo, non voglio fare pubblicità e anzi riprenderò poi a encomiare i film horror che mi hanno emozionato, ma l'immersione in delitti efferati rende rassicuranti i Jeepers Creepers, Michael Myers e Jason Voorhees.  Perché sono finti, punto. Invece, purtroppo, i mostri autori di femminicidio sono tristemente tanti e alla fine, il motivo principale per cui scrivo è lo sconforto per la vicenda di Desirée Piovanelli, massacrata a 14 anni per ragioni e da individui che forse il processo non ha riconosciuto compiutamente. Il padre si batte da anni per la riapertura di indagini e azioni giudiziarie, ma per ora si vede rigettare ogni tentativo, un po' come Olindo e Rosa di Erba. Perché la giustizia sembra peccare di mancanza di autocritica, mentre, come noto, gli omicidi, almeno da noi, non si prescrivono mai.
 
Giustizia per Desirée 
 

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